ANDREA OCCHIPINTI, ALEA VIVA 2015. Da studente a professore dell’aleatico, tutto in una bottiglia.

alea viva 2 1024x768 - ANDREA OCCHIPINTI, ALEA VIVA 2015. Da studente a professore dell’aleatico, tutto in una bottiglia.Andrea Occhipinti – Alea Viva, Lazio Rosso IGT 2015.

Quelle stesse vigne di aleatico da cui oggi a Gradoli Andrea Occhipinti trae il suo Alea Viva, le ha analizzate prima come studente di agraria. La sua tesi è consistita proprio nella zonazione di questo vitigno a bacca rossa nella sponda ovest del lago di Bolsena (Tuscia, alto Lazio). Facendo la mappatura dei vari terreni ha potuto appurare quali fossero i migliori, che poi ha preso in affitto o ha acquistato quando ha deciso di fare il vino.

E così nel 2004 si è laureato sia in agraria che come produttore, dando vita alla prima annata di Alea Viva. Già quella prima bottiglia conteneva un’idea poco accademica, diciamo pure rivoluzionaria: vinificare l’aleatico secco, e non dolce come la tradizione aveva sempre fatto. Perché essendo un’uva aromatica al contadino veniva spontaneo interpretarla passita e anche perché in pianta l’acino tende a raggrinzirsi molto velocemente, offrendo una materia prima ideale.

Fu una scommessa, e Andrea Occhipinti consapevole di questo chiamò il suo aleatico Alea Viva: la formula che utilizzavano gli antichi romani quando tiravano i dadi. E lui, moderno romano (assimilabile agli antichi per concretezza ed essenzialità) quella scommessa l’ha vinta eccome. Iniziando da un territorio particolarmente vocato come il lago di Bolsena, il più grande bacino di origine vulcanica d’Europa, dove i lapilli conferiscono alla vite ricchezza e complessità (come testimoniano anche le tante coltivazioni d’eccellenza che arrivano da qui: le lenticchie di Onano, i ceci del solco dritto, i fagioli del Purgatorio…). Secondariamente rispettando al massimo la naturalità delle sue uve, con la scelta in vigna del biologico; salvo poi non riportarlo in etichetta perché Andrea vuole che il suo vino venga giudicato per le sue caratteristiche organolettiche e non perché è biologico. Infine puntando a uno stile di vinificazione non interventista, senza però gli eccessi del vino vero che come l’uomo vero deve puzza’ (in cantina comunque non c’è neanche l’elettricità, sarebbe difficile fare un vino tecnologico!).

Dunque fermentazioni spontanee e non controllate in piccole vasche di cemento (così la temperatura non si surriscalda e non c’è bisogno di abbassarla artificialmente), pochi solfiti, no chiarifiche e filtrazioni ma solo travasi, poi acciaio e ancora un po’ di cemento, per preservare al massimo l’aromaticità dell’aleatico.

Naso femminile: un bellissimo mazzo di rose e viole, profumi tipici del vitigno, che almeno all’olfatto lo apparentano a un Ruché o a una Lacrima di Morro d’Alba. In bocca è leggermente più maschile, con una buona vena acida e dei tannini avvertibili; sorso pieno ma con garbo.

L’Alea Viva si abbina meravigliosamente alle donne; se vi viene voglia anche di mangiare: risotto alle fragole.

Bottiglie: 6.000, Prezzo: 15 € circa.

Potete trovarlo a Roma: Enoteca Vignaioli Naturali, Via del Casale Strozzi 19; a Milano: Vin Noir, Ripa di Porta Ticinese 93 b; a Torino: Porto Ribeca, Via Luigi Tarino 2.

Andrea Occhipinti
Strada Comunale Monte Maggiore snc, 01010 Gradoli (VT), Tel. Tel 06/33249347
www.occhipintiagricola.it

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Daniele Agliata

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