PALAZZONE – CAMPO DEL GUARDIANO 2011.
La differenza tra ingerire un liquido e bere un vino che ha 2.500 anni di storia.

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Palazzone – Campo del Guardiano, Orvieto Classico Superiore DOC 2011

La Doc Orvieto Classico, di cui il Campo del Guardiano di Palazzone è la migliore espressione, praticamente è stata creata dagli Etruschi. Qui (sud–ovest dell’Umbria) facevano un bianco che vendevano ai Romani ed “esportavano” nel Nord Europa. Anticipando la struttura di molte cantine moderne, pigiavano a livello del suolo, facevano fermentare a un livello sottostante e affinavano il vino a un livello ancora più basso, sfruttando le grotte scavate nel tufo. Poi nel Medioevo il vino di Orvieto diventa il “vino dei papi” e nel 1500 Luca Signorelli per affrescare lo splendido Duomo si fa pagare anche in vino.

Da sempre la famiglia Dubini dell’azienda Palazzone è impegnata nella valorizzazione di questo territorio e della sua antichissima tradizione. Interpretano il “Classico” della DOC Orvieto nel senso più nobile del termine: qualcosa da preservare e da cui trarre ispirazione. Oggi al contrario tanti produttori di questo bianco sono cantine sociali, più interessate alla quantità che alla qualità. Bottiglie che nella grande distribuzione si trovano anche a 2 € e che appartengono più alla denominazione Vino Ruspante (senza poesia, aggiungerei).

Il Campo del Guardiano di Palazzone sembra un vino di un altro pianeta piuttosto che dello stesso territorio. Tanto per cominciare dura nel tempo (a proposito di classico), anche vent’anni. Si può permettere di essere messo sul mercato a due anni dalla vendemmia, dopo un affinamento in bottiglia di un anno e mezzo, di cui una parte in una grotta tufacea di origine etrusca: un’ex-tomba, dove il vino non solo riposa in pace, ma poi resuscita alla grande.

Il segreto del Campo del Guardiano è nelle uve che lo compongono, ognuna con un ruolo preciso. Il procanico (50%) è lo scheletro del vino, dà mineralità e longevità (non a caso appartiene alla famiglia dei trebbiani, vedi alla voce Valentini); il grechetto (30%) garantisce il corpo; il verdello (10%) ci mette l’acidità; la malvasia (10%) l’aromaticità.

Naso inizialmente un po’ chiuso, poi pesca, agrumi e un finale sulfureo-minerale. In bocca è secco e netto, con una bella acidità e sapidità.

Questa sua asciuttezza lo rende perfetto per il sushi e per i crudi di mare.

Anche se non c’è bisogno di augurarglielo, lunga vita al Campo del Guardiano!

Bottiglie: 10.000. Prezzo: 15 € circa.

Azienda Agricola Palazzone
Località Rocca Ripesena 68, 05018 Orvieto (TR) Tel 0763344921
www.palazzone.com

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Daniele Agliata

2 Commenti

  • Riccardo Mattioni

    Scusa la domanda elementare:
    Anche i bianchi invecchiano?

    Ciao Riccardo

  • Ciao Riccardo, senza scomodare gli chardonnay della Borgogna, anche in Italia abbiamo tanti bianchi da invecchiamento.
    Ti segnalo in particolare il verdicchio, il lugana e il trebbiano.

    Grazie e a presto.

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