CONTRADA SALANDRA PIEDIROSSO 2011. Il rosso che affonda le radici all’inferno, quasi a ricordarci che il vino appartiene ai peccatori.

contrada-salandra-piedirossoContrada Salandra – Piedirosso, Campi Flegrei DOP 2011

Di fronte a Contrada Salandra e al suo Piedirosso è riduttivo parlare di terroir, meglio genius loci. Questo rosso, ottenuto da uno dei più interessanti vitigni autoctoni campani, è infatti una delle migliori espressioni dei Campi Flegrei, un territorio ricchissimo di vestigia romane.

Quando la Campania era felix (non solo nel senso di fertile), in questo tratto di costa ad ovest di Napoli sorgeva uno dei porti più importanti dell’Impero, insieme alle più belle ville dei patrizi romani. Qui inoltre c’era l’antro della Sibilla Cumana e, nel canto VI dell’Eneide, da qui Enea scende nell’Ade (oggi con tutta la speculazione edilizia che ha martoriato queste zone, l’inferno è più che altro in superficie).

Qui, soprattutto, il sottosuolo è così impetuoso che la terra non ce la fa a contenerlo, e si scava da solo una via verso il cielo: in tutti i Campi Flegrei si contano un’ottantina di vulcani spenti. Oggi bradisismi e solfatare ricordano l’inferno che fu; mentre le vigne si godono un perfetto terreno lavico: il paradiso per la vite.

Il Piedirosso è sempre stato il vino delle osterie napoletane per la sua facile bevibilità, in purezza o in aggiunta all’aglianico per alleggerirlo. Dopo un periodo di appannamento legato allo svuotamento delle campagne e alla cementificazione selvaggia che ha asfaltato molte vigne, con produttori come Beppe Fortunato di Contrada Salandra il Piedirosso dei Campi Flegrei si è imposto all’attenzione nazionale. Avendo iniziato insieme alla moglie come apicultore, si può dire che proprio dalle api ha imparato a fare il vino: a trasformare un prodotto naturale in un’altra sostanza, nel pieno rispetto dell’ambiente e delle sue leggi. Dalle api Beppe ha appreso sicuramente la meticolosità e la pazienza, senza le quali è impossibile lavorare in vigna un’uva capricciosa come il piedirosso, che ha grande difficoltà a portare avanti la crescita dalla fioritura all’acino, soprattutto nelle annate umide, ed in generale è poco produttiva.

Come filosofia Contrada Salandra mira a un Piedirosso che racconti il più possibile il territorio. Un vino che fa lunghe macerazioni per estrarre dalle bucce tutto quello che le radici hanno succhiato da un sottosuolo così ricco; riposa 6 mesi sulle fecce per acquisire ulteriore complessità; non tocca legno, affina a lungo in bottiglia ed esce un paio d’anni dopo di quanto il disciplinare consentirebbe.

Al naso ciliegia, macchia mediterranea e note affumicate. In bocca nonostante l’annata calda che gli conferisce una certa pienezza, conserva un buon equilibrio, grazie alla sapidità del terreno lavico. Un rosso che si può bere anche d’estate. E non ci vuole la Sibilla Cumana per prevedere che con un bel fritto napoletano sarebbe perfetto.

Bottiglie: 8.000. Prezzo: 15 € circa.

Potete trovarlo a Napoli, Enoteca Pallotta, Viale Michelangelo 57.

Contrada Salandra
Via Tre Piccioni 40, 80078 Pozzuoli (NA), Tel. 081/5265258

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Daniele Agliata

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