DOC. L’hamburgheria di Parma che fa venire i sensi di colpa a chi non mangia la carne.

Hamburger-docCome si fa a non mangiare un hamburger di DOC e a non sentirsi colpevoli?
Colpevoli di aver rinunciato a un piacere così grande (il veganesimo? Bello ma non ci vivrei). Perché da DOC questo semplice piatto di carne (una polpetta di manzo macinato) diventa una pietanza ricercata, in grado di emozionare oltreché sfamare.

Le sue origini non a caso sono abbastanza umili: era il cibo dei marinai di Amburgo (da qui il nome); nel XVIII sec. approdò con loro nel porto di New York e si diffuse poi in tutto il paese. L’America a sua volta l’ha esportato nel resto del mondo, alla sua maniera: con un bombardamento a tappeto di Mc Donald’s.

Questa però è tutta un’altra storia. Matteo, stanco di Milano e degli happy hour (che ci sarà di happy in tartine rinseccolite e cocktail scadenti!), si licenzia; va a New York a cercare se stesso e trova l’amore, per l’hamburger. Ritorna nella sua Parma e apre DOC, un’hamburgheria di qualità in stile newyorchese, ma con le migliori carni italiane e non solo.

Si può scegliere per il proprio hamburger la chianina, più grassa e dunque più gustosa; la fassona, dal sapore più delicato; o la carne di Kobe, dal perfetto equilibrio tra parte magra e grassa, che viene servita cruda o appena scottata. Il formato è da 200 gr e la carne è freschissima. Arriva il quarto di reale la mattina, lo macinano loro internamente per poi servirlo la sera sotto forma di hamburger (il congelatore serve solo per gli amari).

A questa materia prima eccellente si aggiungono poi squisiti ingredienti a piacimento: bacon croccante, cipolla caramellata, uovo all’occhio di bue… Ci penserà poi Diego, il cuoco argentino, a unirli alla carne esaltando ogni componente e beccando perfettamente il grado di cottura richiesto (sulla piastra riesce a gestire anche più di 10 hamburger contemporaneamente, senza avere gli occhi storti).

Ma DOC non è solo un’hamburgheria mordi e fuggi (e godi), a rotazione propone piatti di carne più istituzionali come la tagliata di manzo argentina o il caval pist, piatto tipico di Parma: carne di cavallo cruda.

Imperdibili le patate fritte, grazie alla doppia frittura alla belga: la prima frigge, la seconda dà croccantezza.
Buona scelta di birre e vini (anche un Borgogna in lista). Con hamburgher e bevuta si spende intono ai 20 €.
Non paragonatelo a un fast food perché non c’è paragone.

DOC. The burger house
Borgo Piccinini 7/a, Parma
Tel. 0521/231192
www.docburger.com

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Daniele Agliata

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