CANTINA GULINO – MOSCATO DI SIRACUSA DON NUZZO 2012. Il vino invecchiato 2.700 anni.

moscato-di-siracusa-don-nuzzoCantina Gulino – Don Nuzzo, Siracusa Moscato DOC 2012

La domanda è sempre quella: perché mi devo bere un merlot cileno fatto da una multinazionale americana, quando posso sorseggiare un vino come il Moscato di Siracusa Don Nuzzo che ha 2.700 anni di storia? Non ce l’ho coi cileni, per carità (semmai coi siciliani, che stanno iniziando solo ora a valorizzare una tale chicca); è che il vino è una bevanda con un’anima e radici culturali profondissime.

In questo caso addirittura parliamo con molta probabilità del primo vino italiano. Il Moscato di Siracusa non sarebbe altro che l’antichissimo vino Pollio, che il tiranno greco Pollis portò con sé dalla Tracia quando nell’VIII sec. a.C fondò la città di Siracusa. Si trattava di un nettare dolce, come oggi, che nasceva da un leggero appassimento.

Dopo un paio di millenni di gloria il Moscato di Siracusa rischiò l’estinzione quando nel dopoguerra ci fu il boom del petrolchimico nel litorale sud-est della Sicilia, con il conseguente abbandono delle campagne. Poi grazie all’azienda Pupillo sul finire degli anni 80 ci fu un’inversione di tendenza, e oggi sono 7 i produttori che si dedicano a questo vino, tra cui la Cantina Gulino con il suo Moscato di Siracusa Don Nuzzo.

Nei terreni dell’azienda il vino si è sempre fatto, ma solo a partire dal 1995 Sebastiano Gulino, l’attuale proprietario, decise di puntare alla viticultura di qualità. E in un certo senso di completare la sua figura di medico: quando fa l’otorino si occupa di orecchie e naso; quando fa il vignaiolo cura la bocca. Perché il suo Don Nuzzo è davvero un nettare delizioso. Un vino dolce, ma non stucchevole, come capita sovente per alcuni passiti del Sud. Il segreto è che l’uva (il moscato bianco, lo stesso dell’astigiano) viene raccolta in pianta surmatura e ad essa viene aggiunta solo una piccola quantità appassita sui graticci. Poi la vinificazione e il blocco della fermentazione per lasciare il residuo zuccherino. Il risultato è che la dolcezza finale è di 90gr/l, contro i 120 dei tipici passiti meridionali.

Il colore è un bel giallo dorato; naso esplosivo di miele, datteri, arancia candita e frutta secca; in bocca l’acidità ne alleggerisce la dolcezza quel poco che basta per dargli piacevolezza e bevibilità. Un sorso di sole, non quello bollente della mezza ma quello fresco del mattino.

Il Moscato di Siracusa Don Nuzzo è un vino dolce e come tale chiama il dolce, come ad esempio la pasticceria secca siciliana a base di mandorla; in alternativa, all’inglese, va bene anche con formaggi importanti: un Ragusano DOP ben stagionato per restare in zona o un Gorgonzola se si vuole unire l’Italia da Sud a Nord. Sul mercato è disponibile la bottiglia da 0,50 che ha anche un ottimo prezzo.

Bevendo l’ultimo sorso di Don Nuzzo mi viene in mente che se un giorno la Grecia riuscirà a rimborsare il suo debito, l’Europa non riuscirà mai a rimborsare il debito che ha nei confronti dei Greci per averci fatto conoscere il vino.

Bottiglie: 7.000. Prezzo: 18 € circa

Potete trovarlo a Roma: Enoteca Ferrazza, Via dei Volsci 59; a Palermo: Enoteca Vaccaro, Via Vittorio Emanuele 189.

Cantine Gulino
Via D. Impellizzeri 8, 96100 Siracusa, Tel. 0931/721218

www.cantinegulino.it

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Daniele Agliata

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