CASCINA CARUSSIN, MOSCATO D’ASTI FILARI CORTI 2015. Il Moscato che ti fa cambiare idea sul Moscato.

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Cascina Carussin – Filari Corti, Moscato d’Asti DOCG 2015

Il Moscato Filari Corti di Cascina Carussin non fa storcere la bocca come la stragrande maggioranza dei moscati d’Asti, la fa godere. In generale fa anche incazzare, perché dimostra le enormi potenzialità di questo vino, raramente sfruttate appieno. Scriveva a tale proposito uno come Renato Ratti: “Provate a immaginare cosa ne farebbero i Francesi se avessero tra i loro prodotti uno spumante così, dolce ma non stucchevole.” Sappiamo purtroppo cosa ne hanno fatto gli italiani (leggi le grandi case spumantistiche piemontesi): un vino industriale che si trova negli scaffali del supermercato a pochi euro; talmente dozzinale che esce ad appena due mesi dalla vendemmia, pronto per Natale (ora trovate già i 2016).

Il Moscato Filari Corti appartiene a un altro mondo. Un mondo bucolico fatto di totale rispetto per la natura: una riserva di civiltà contadina sopravvissuta al boom economico. Non a caso Carlo Ferro, papà di Bruna, l’attuale proprietaria, negli anni 60 non abbandonò la campagna per andare in Fiat come tutti i suoi vicini, ma rimase su queste colline (nel sud del Monferrato) a coltivare la terra.

Oggi accanto a Bruna, che si occupa della vigna dall’età di 8 anni (da quando si tagliò mentre potava e la nonna le disse: “Da oggi ti è entrato dentro il mestiere!”) c’è il marito Luigi in cantina. Poi c’è il figlio Luca, “la serpe che ho allevato in seno” dice la mamma, visto che si è messo a fare la birra; e l’altro maschio Matteo, che ha preso spunto dalle dispute familiari per creare l’Agribar Grappolo contro Luppolo. Infine non si può sottacere la presenza di 10 asini, grande passione di Bruna da quel San Valentino in cui Luigi al posto della solita scatola di cioccolatini le regalò Nella, splendido esemplare dei Pirenei.

Tutta la famiglia è stata d’accordo nel passaggio alla biodinamica nel 2004; quando poi hanno spiegato alla nonna in che cosa consisteva (sovescio, attenzione alle fasi lunari, etc.) lei perplessa ha commentato: “Ah, ora così si chiama!”.

Il Moscato Filari Corti di Cascina Carussin è una chicca anche per l’azienda, dedita prevalentemente alle barbere. Il nome è ironico, inventato da chi deve lavorare una vigna fatta, al contrario, di pochi filari ma lunghissimi. Quest’annata 2015 è la prima che si può fregiare della fascetta Moscato d’Asti DOCG, in precedenza il vino non superava mai l’esame organolettico della commissione perché non aveva i profumi esotici del resto dei moscati (usciva di conseguenza come “mosto parzialmente fermentato”).

Il Filari Corti viene vendemmiato a settembre; dopo aver pigiato l’uva si refrigera il mosto e lo si mette momentaneamente da parte (precedenza alle barbere); a gennaio si fa partire la fermentazione, che si blocca non appena si raggiungono i 5,5° alcolici: ed ecco la dolcezza del residuo zuccherino e la lieve effervescenza, sotto le 2 atmosfere. Ad agosto s’imbottiglia e a novembre il vino esce sul mercato, come i moscati industriali, solo che l’annata è quella precedente.

Naso intenso e aromatico: camomilla, pesca, frutta esotica (e ci mancherebbe!); in bocca è gradevolmente dolce, con una lieve acidità che ne alleggerisce il sorso (ancora meglio il 2014). L’effervescenza, appena percepibile, si traduce in microbolle che solleticano con delicatezza il palato.

A Natale con il panettone, il resto dell’anno con la pasticceria secca. E’ sempre festa!

Bottiglie: 7.000, Prezzo: 12 € circa.

Potete trovarlo a Roma: Enoteca Bulzoni; a Torino: Enoteca Vino Lento, Via Corte d’Appello 13.

Cascina Carussin
Regione Mariano 27, 14050 San Marzano Oliveto (AT), Tel. 0141/831358
www.carussin.it

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Daniele Agliata

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