SILVIO MORANDO, GRIGNOLINO 2017. Il rosso che si crede un bianco.

silvio morando 1024x768 - SILVIO MORANDO, GRIGNOLINO 2017. Il rosso che si crede un bianco.Silvio Morando – Grignolino Piemonte DOC 2017

Silvio Morando ama così tanto l’uva grignolino che una volta provocatoriamente si buttò nudo nel mosto. Il suo amore sconfinato lo dimostra anche a parole: a suo dire “è il più grande vitigno del mondo. E basta”. La cosa colpisce ancora di più se consideriamo che il grignolino è alquanto bruttino (così scarico di colore) e ha un carattere spigoloso: acido e tannico. In più in vigna ha una maturazione disomogenea e in cantina dà problemi con le temperature di fermentazione.

Insomma una personalità un po’ ruvida, che proprio per questo non poteva non far innamorare uno come Silvio Morando (che per intenderci dà alle sue etichette nomi come Anarchico, Eretico, Bastardo). Contadino piemontese di origini sarde – che lo rendono ancora più piemontese – vede nel grignolino il simbolo stesso della sua terra, il Basso Monferrato: una meravigliosa distesa di dolci colline, tra Asti e Casale.

Qui questo vitigno è coltivato da sempre. Una volta addirittura era il vino delle feste (quello di tutti i giorni era la barbera) ed insieme a barolo e barbaresco era nell’empireo dei grandi rossi piemontesi. Poi una crescente disaffezione, legata alle bizzosità di cui sopra e, a partire dagli anni 80, a mode del gusto a lui ostili (morbidezza e struttura). Così oggi il vitigno ospita solo l’1% della superficie vitata del Piemonte.

Silvio Morando, con il suo amore, vuole far tornare il grignolino ai fasti di un tempo. Come? Tirando fuori tutto il bello che ha dentro: leggerezza, bevibilità, freschezza. Ed ecco allora la vendemmia anticipata al 17 agosto, macerazione breve per non estrarre troppi tannini (già ce ne sono abbastanza nei vinaccioli, in dialetto grignolè…), solo acciaio per non ammorbidire col legno il carattere acerbo del vitigno. In più certificazione biologica e niente chimica correttiva in cantina, per questo grignolino che rappresenta l’etichetta base.

Il colore è un tipico rubino scarico, il suo; al naso lampone e rosa; ma è in bocca che dà il meglio di sé: un corpo leggero che invita a berlo e riberlo, poco alcolico (12°), un’acidità rinfrescante e a fine sorso una punta di astringenza. La firma del grignolino. Un rosso che – dice Silvio Morando – si crede un bianco, tanto che in autunno le sue foglie virano sul giallo più che su tonalità rossastre. Non a caso, proprio per la sua leggerezza, è uno dei pochi rossi adatti anche al pesce o comunque ad essere consumato fresco d’estate.

Un bell’abbinamento per concordanza: scorfano all’acqua pazza. Brutto e buono come lui.

Bottiglie: 9.000. Prezzo: 10 € circa.

Potete trovarlo a Milano: Dry, Via Solferino 33 e Viale Vittorio Veneto 38. Se no, ancora meglio, direttamente in azienda, così conoscerete Silvio di persona.

Azienda Agricola Morando Silvio
Via San Rocco 11, 15049 Vignale Monferrato (Al), Tel. 0142/933590
www.morandosilvio.it

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Daniele Agliata

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