TENUTA GRILLO, PECORA NERA 2004. La differenza tra un vino inventato e un vino costruito.

tenuta-grillo

Tenuta Grillo – Pecora Nera, Vino da Tavola 2004

Per fare un vino e metterlo sul mercato a più di 10 anni dalla vendemmia, come il Pecora Nera di Tenuta Grillo, o sei pazzo o sei Guido Zampaglione. Che non a caso in passato ha creato il Don Chisciotte, un Fiano di Avellino piantato a 800 metri, quando tutti in Irpinia gli davano del pazzo sentenziando che a quelle altezze il Fiano non sarebbe mai venuto.

Ma lui non è pazzo, è Guido Zampaglione, un vignaiolo di talento in grado di inventare i vini. Nel caso del Pecora Nera per esempio si è messo in testa di fare un rosso da grande invecchiamento. Ha lasciato Napoli e l’Irpinia, dove aveva sede l’azienda cerealicola di famiglia, e si è messo a cercare da Montpellier alla Sicilia un territorio adatto al suo progetto: è finito a Gamalero, nel Basso Monferrato, terra in prevalenza di barbera. Qui ha rilevato Tenuta Grillo, convinto anche dai terreni sabbiosi delle vigne, che in mancanza di pendenza assicurano un buon drenaggio non facendo ristagnare l’acqua (gli stessi terreni sabbiosi che a un vino da invecchiamento donano finezza ed eleganza).

Nel frattempo Guido conosce Giulio Armani, il secondo incontro più importante della sua vita (dopo quello con la moglie Igiea). L’enologo de La Stoppa lo introduce al mondo dei vini naturali, a cui aderisce con convinzione, e che insieme alla tradizione contadina (le due cose spesso coincidono) costituiscono le basi del suo bagaglio di vignaiolo. Lui di suo ci mette l’estro.

Il Pecora Nera di Tenuta Grillo è un vino inventato sì, ma non costruito. L’uvaggio è già una dichiarazione di longevità: 75% di freisa, vitigno autoctono piemontese estremamente tannico, e 10% di barbera a conferire acidità; a seguire 10% di dolcetto e 5% di merlot ad ammorbidire il tutto. Poi selezione maniacale delle uve, fermentazioni spontanee e lunghissime macerazioni, a estrarre dalle bucce tutta la carica tannica necessaria all’invecchiamento. Il vino inoltre non viene filtrato per non spogliarlo di altri conservanti naturali. L’uso dei solfiti può essere così estremamente limitato; mentre altri additivi chimici sono esclusi per scelta. Il Pecora Nera matura qualche anno in botti di varie dimensioni e poi fa un lunghissimo processo di affinamento in bottiglia, 8 anni circa. L’annata in commercio è non a caso il 2004, ed è appena la seconda dopo il 2003.

Leggermente velato, è naturale! L’olfatto è caleidoscopico : cacao, smalto, acetone, fiori appassiti, curry, liquirizia… con il bicchiere che cambia ogni volta che ci si mette il naso dentro. In bocca è pieno e succoso, alcolico sì (14°!) ma anche molto bevibile grazie all’acidità sorprendentemente viva. Il finale appartiene ai tannini, e non è un finale a sorpresa se avete seguito la storia di questo vino.

Proprio per la sua astringenza il Pecora Nera di Tenuta Grillo riesce negli abbinamenti più difficili, come per esempio il brasato, dove c’è molto da asciugare. Un vino nato per sfidare il tempo non si fa certo impressionare da un piatto di carne!

Bottiglie: 15.000, Prezzo: 18 € circa.

Potete trovarlo a Roma: Enoteca Bulzoni, Viale dei Parioli 36; a Milano: Enoteca Ronchi, Via S. Vincenzo 12; a Torino: Enoteca Vino Lento, Via Corte d’Appello 13.

Tenuta Grillo
Strada Maranchetti 6, 15010 Gamalero (AL), Tel. 0131709176
www.tenutagrillo.it 

Concludo ricordando che Guido Zampaglione produce anche il fiano Sancho Panza, a Calitri (Irpinia), nell’azienda di famiglia Il Tufiello.

stampa
Daniele Agliata

Aggiungi commento